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28/3/2007

"Se Lorenzo resta in cella, muore"

Dubai, appello fratello regista Bassano

Lorenzo Bassano, 40 anni, cesenate, affermato regista di spot, è detenuto nel carcere dell'aeroporto di Dubai per essere stato trovato in possesso di 0,80 gr di hashish. E rischia dai 4 anni alla pena di morte. Il fratello Marco, che l'ha raggiunto, lancia l'allarme a Tgcom: "Lorenzo ha il morbo di Crohn, in quattro giorni di prigione ha già perso 10 chili. Se non lo tiriamo fuori di lì al più presto, morirà". 

"Sono preoccupato - dichiara a Tgcom Marco, 35 anni, direttore della fotografia nelle produzioni realizzate dal fratello - per le sue condizioni di salute. Essendo il morbo di Crohn una patologia con una base psicosomatica (interessa l'intestino dove provoca ulcerazioni), temo che lo stress di questi giorni, della prigione, dell'alimentazione diversa dalla sua dieta, possa fargli ritornare le crisi che da anni era riuscito a sconfiggere".

Come sta vivendo la famiglia in queste ore?
"Tutta la famiglia si è mobilitata: da me che ho vissuto con lui a Milano fin dagli esordi della nostra carriera. Poi nostra sorella Arianna, pr e ora madre di famiglia che vive a Milano come noi, che ha scritto sul blog creato in questi giorni per Lorenzo. A mia mamma Miranda, professoressa di italiano, che sta tenendo duro più di tutti. E' una donna forte, abituata a grossi scossoni nella vita. Perse il marito quando io avevo solo quattro anni. E si trovò sola a dover tirare avanti con tre figli. E poi c'è Paola, una ragazza portoghese produttrice, la ex convivente di Lorenzo che gli ha dato una bimba di cinque anni. Paola, che è rimasta a Milano con la bambina, è coinvolta quanto me e sta facendo tutti gli sforzi possibili per cercare di liberare Lorenzo. Lui è riuscito a parlare con la piccola che prima accompagnava a scuola tutti i giorni. Per giustificare la sua assenza, le ha detto che sta lavorando in mezzo al deserto, in un posto isolato".

In quali condizioni è detenuto suo fratello?
"Al momento si trova nel carcere del terminal 2 dell'aeroporto di Dubai. E' nella stessa cella con Andrea de Angelis, un altro italiano fermato due giorni dopo di lui con 0,02 gr di hashish. Non si pensi a una prigione del tipo di "Fuga di mezzanotte". E' dignitosa. Ma è pur sempre un carcere dove non può mangiare quello che vuole e non ha le sue medicine. In quattro giorni ha già perso 10 chilogrammi".

Lei crede che Lorenzo rischi molto per la sua salute?
"Sì, mio fratello è affetto dal morbo di Crohn da 30 anni. La malattia è comparsa dopo la morte improvvisa di nostro padre a 39 anni per un infarto. Lorenzo era presente quando morì, aveva 10 anni. Nel corso degli anni il morbo era diventato insopportabile per lui. La medicina tradizionale offriva una sola alternativa: l'asportazione di un tratto dell'intestino. Poi, 16 anni fa, la svolta. Decise di curarsi diversamente: si affidò a uno specialista di macrobiotica che gli insegnò a cucinare in modo corretto, e a uno psicologo. E poi aveva la musica, suonava il sax. In questo modo era riuscito a non avere più le crisi. Fino alla settimana scorsa, quando è stato arrestato a Dubai." 

In che circostanze è stato arrestato?
"Mio fratello ha fatto la c...ata. Era dovuto partire in fretta per gli Emirati. Non aveva pulito la valigia. Così, alla frontiera, nella tasca di un paio di jeans piegati la polizia ha trovato frammenti di hashish la cui assunzione era anche legata alla sua malattia. Voglio che si sappia che Lorenzo ha la fedina penale pulita in Italia. Non beve alcolici, non fa uso di altre droghe".

Per quale motivo si trovava a Dubai?
"Era qui per girare uno spot. Noi veniamo in questo paese da 10 anni. Da questo paese Lorenzo traeva il 50% del suo business. Ed è molto conosciuto dalle autorità e dalla popolazione per aver fatto spot sociali (sull'Iraq, la malaria, la tutela dell'infanzia, il cancro) e commerciali per grandi aziende (Toyota, Al Jazeera). Ha sempre rispettato i costumi locali, le idee di questo posto. Si era sempre attenuto alle regole. Nelle realizzazioni da lui dirette le donne portano il velo e non compaiono crocifissi. Nel suo pc ho trovato documenti sulla storia e la cultura di qua. E sia chiaro che non vogliamo entrare in polemica con il governo degli Emirati". 

In che stato d'animo è suo fratello? L'ha visto? Lo sente?
"L'avvocato l'ha visto ieri e dice che non l'ha trovato male. Psicologicamente è un saliscendi. L'ho visto domenica e lo sento al telefono. Per lui è dura. Chi è affetto dal morbo di Crohn ha in genere un carattere chiuso, che tende a tenere tutto dentro. Io non avevo mai visto piangere mio fratello. Ma in questi giorni ha pianto."

E adesso come vi state muovendo per uscire da questa situazione?
"Dopo averne consultati sette, ho trovato un avvocato che si intende di reati legati agli stupefacenti. E' lo studio "Khasawneh Associated & associated", partner a Dubai dell' italiano "Clotilde Iaia".

Cosa stanno facendo le autorità italiane?
"Si sono mosse subito. Hanno preso a cuore la situazione di mio fratello e dell'altro ragazzo detenuto assieme a lui. Nonostate a Dubai abbiamo un piccolo ufficio consolare, con cinque funzionari e neppure un'auto di servizio, mi hanno accompagnato più volte in carcere. Il primo giorno di detenzione hanno scritto una lettera al capo della polizia per chiedere un'alimentazione specifica per mio fratello. Il diplomatico che mi ha accompagnato in carcere ha spiegato al secondino che, quando Lorenzo entra in crisi, perde anche 25 kg di peso in due settimane. La guardia carceraria si è spaventata e l'ha subito mandato a una visita medica. Grazie all'intervento della nostra diplomazia, poi, sono riuscito a passare a Lorenzo due panini e una scatoletta di tonno in un paese in cui non sarebbe consentito portare cibo dall'esterno in carcere. L'ordine di dargli da mangiare diversamente dal pollo e dal brodo di pollo molto speziato tipici dell'alimentazione locale è partito. Ma non è ancora stato recepito fino in fondo, forse anche per difficoltà culturali".

E in Italia qualcuno si è mobilitato?
"C'è una mobilitazione incredibile. Da parte del nostro ambiente, dal quale non ce lo saremmo aspettato. In quattro e quattr'otto è nato il blog su Lorenzo. Nelle produzioni televisive e cinematografiche si hanno relazioni molto intense per brevi periodi con persone che poi non si vedranno più.  E, invece, in tanti si sono ricordati di Lorenzo. E le due principali case di produzione con le quali lavoriamo, la Max FilmMaster di Milano e The Mob di Roma, ci stanno sostenendo economicamente. Poi sono scesi in campo due deputati: l'on. Sandro Gozi (L'Ulivo) e il nostro conterraneo Roberto Giachetti (Ulivo) ha presentato un'interrogazione parlamentare sul caso.

Che speranze ci sono ora per suo fratello?
"L'avvocato mi ha aperto uno spiraglio. Ma, fino a che non ho qualche riscontro, preferisco non parlarne. I precedenti italiani sono pochi: un ragazzo che finì in cella ad agosto per detenzione di 0,02 gr di droga vi rimase comunque quattro mesi e potè uscire per grazia ricevuta dallo sceicco locale".

Si può sperare in una grazia?
"Mah. Anche se qui è capitato già qualche volta che, in occasione di festività, del ramadam, della nascita di un suo figlio, lo sceicco concedesse la grazia a stranieri detenuti per motivi simili a quelli che hanno portato dietro le sbarre mio fratello".

Elisabetta Carli



 

 

 

 

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