Erba,scoppia guerra per l'eredità
La famiglia: "E' tutto nostro"
Dopo tre mesi dalla strage di Erba scoppia la guerra per l'eredità di Raffaella Castagna, uccisa insieme al piccolo Youssef l'11 dicembre del 2006. A contendersi i beni della donna sono il padre, Carlo, e il marito Azouz Marzouk. La disputa è su un testamento firmato da Raffaella e depositato nello studio di un notaio di Erba il 27 febbraio scorso. I legali di Marzouk vogliono verificare l'autenticità del documento.
Il testamento olografo di Raffaella è stato firmato il 18 settembre del 2003. Come riporta il quotidiano La Stampa, sul foglio bianco, formato A4, si legge: "La sottoscritta Raffaella Castagna, nata a Erba il 21.08.76 in caso di mancanza da questa vita, lascia il seguente testamento: la casa di via Diaz 25 di mia proprietà vorrei che fosse data in dono a mia madre Paola Galli, nel caso in cui lei rifiutasse, che sia data in dono a mio nipote Giacomo Castagna". "L'eventuale eredità che mi spetterebbe - si legge ancora - che sia data in dono per i progetti della cooperativa sociale Il Melograno".
Il documento, nel quale il nome di Azouz Marzouk non viene menzionato, sarebbe stato consegnato al notaio dal fratello di Raffaella, Carlo. Ma gli avvocati del padre del piccolo Youssef vogliono esaminare con cura il documento, in particolare la firma che compare in calce al testamento olografo: "Vogliamo assolutamente sapere la verità", dicono.
Congelati i beni dei coniugi Romano
Intanto il giudice civile del Tribunale di Erba, Francesca Lo Russo, ha accolto un'istanza di sequestro conservativo dei beni di proprietà di Rosa Bazzi e Olindo Romano, i coniugi arrestati due mesi fa come gli autori della strage, in cui furono uccisi oltre a Raffaella Castagna e il figlio Youssef, la madre di Raffaella, Paola Galli, e la vicina di casa Valeria Cherubini.
L'istanza è stata presentata dal superstite della strage, Mario Frigerio, marito della Cherubini, rimasto gravemente ferito. E nell'ottica di un futuro, possibile risarcimento, il
magistrato ha "congelato" il conto corrente dei due indagati in una banca di Erba, il Tfr di Olindo Romano, la sua auto, il camper parcheggiato nel cortile di via Diaz nel quale i coniugi si recavano quanto si ritenevano disturbati dai rumori di casa Marzouk e l'appartamento di via Diaz al piano terra della palazzina della strage.

