Papa: "No a eugenismo e eutanasia"
Contrario anche a convivenze
Ad un'udienza alla Pontificia Accademia per la vita, Benedetto XVI ha condannato "l'eugenismo con la corsa al figlio perfetto e le diagnosi tendenti ad assicurarne la selezione" insieme alle "leggi per legalizzare l'eutanasia". Tali sono per il Papa "attacchi alla vita più diffusi nei Paesi più sviluppati" con le "spinte per la legalizzazione di convivenze alternative al matrimonio e chiuse alla procreazione naturale".
Dopo aver additato nei giorni scorsi l'azione di lobby a favore della legalizzazione delle unioni di fatto e omosessuali il Papa lancia un piano contro la vita e, al contempo, un nuovo alarme. "Sono sempre più forti - ha affermato Benedetto XVI - pressioni per la legalizzazione dell'aborto nei Paesi dell'America Latina e nei Paesi in via di sviluppo, anche con il ricorso alla liberalizzazione delle nuove forme di aborto chimico sotto il pretesto della salute riproduttiva: si incrementano le politiche del controllo demografico, nonostante che siano ormai riconosciute come perniciose anche sul piano economico e sociale".
"Nello stesso tempo - ha rilevato con preoccupazione il Papa - nei Paesi più sviluppati cresce l'interesse per la ricerca biotecnologica più raffinata, per instaurare sottili ed estese metodiche di eugenismo fino alla ricerca ossessiva del 'figlio perfetto', con la diffusione della procreazione artificiale e di varie forme di diagnosi tendenti ad assicurarne la selezione".
"Tutto questo - ha indicato nel discorso alla Pontificia Accademia della Vita - avviene mentre, su un altro versante, si moltiplicano le spinte per la legalizzazione di convivenze alternative al matrimonio e chiuse alla procreazione naturale".
Secondo Papa Ratzinger, quindi "in queste situazioni la coscienza, talora sopraffatta dai mezzi di pressione collettiva, non dimostra sufficiente vigilanza circa la gravità dei problemi in gioco, e il potere dei più forti indebolisce e sembra paralizzare anche le persone di buona volontà".
Per reagire a questi attacchi, il Papa teologo esorta a impegnarsi di più anche nella formazione delle coscienze, "un'impresa difficile e delicata, ostacolata, purtroppo, dalla secolarizzazione chiamata post-moderna e segnata da discutibili forme di tolleranza, per la quale la coscienza individuale, per essere libera, dovrebbe disfarsi sia dei riferimenti alle tradizioni, sia di quelli basati sulla ragione. In mancanza di una formazione continua e qualificata, diventa ancor più problematica la capacità di giudizio nei problemi posti dalla biomedicina in materia di sessualità, di vita nascente, di procreazione, come anche nel modo di trattare e curare i pazienti e le fasce deboli della società".
La Chiesa invece avanza la proposta alternativa di "un cammino che accompagni le varie tappe della vita, dischiudendo la mente ed il cuore ad accogliere i fondamentali doveri su cui poggia l'esistenza sia del singolo che della comunità. Solo così - ha concluso il Pontefice - sarà possibile avviare i giovani a comprendere i valori della vita, dell'amore, del matrimonio, della famiglia".

