Consorte e Sacchetti, nuove accuse
Per appropriazione indebita su Unipol
Giovanni Consorte, ex presidente di Unipol, e il suo ex vice Ivano Sacchetti sono stati indagati, insieme ad altre 12 persone, per il reato di appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta relativa a un vendita immobiliare che avrebbe fruttato una plusvalenza, poi confiscata, in favore degli stessi Consorte e Sacchetti di 9,5 milioni di euro. Lo riferisce l'agenzia Apcom. Nella vicenda è coinvolto l'imprenditore Vittorio Casale.
La plusvalenza di 9,5 milioni di euro è stata sequestrata dal nucleo valutario della Guardia di finanza. Il denaro è stato sequestrato per 5,5 milioni di euro in contante presso conti correnti su diverse banche italiane intestati a Consorte e Sacchetti. La rimanente somma è relativa al 25% del capitale della società intermedia.
A questi Consorte, Casale e Sacchetti viene anche contestata una norma prevista dall'articolo 2635 del codice civile ovvero infedeltà in seguito a dazione o promessa di utilità. A disporre il sequestro è stato il Gip del tribunale di Roma Guicla Mulliri.
I militari diretti dal colonnello Bruno Buratti, del nucleo di polizia valutaria, hanno anche operato alcune perquisizioni in diversi uffici. Secondo quanto appresso dall'ApCom, gli accertamenti degli inquirenti della Procura di Roma si sarebbero sviluppati intorno ad una compravendita di 133 immobili che sono stati "dismessi" da Unipol e venduti. La compravendita avrebbe riguardato 130 immobili venduti, secondo le accuse, ad un valore inferiore a quello delle quote di mercato. Il giro di danaro complessivo ammonterebbe a circa 255 milioni di euro. Consorte e Sacchetti, inoltre, secondo le accuse, avrebebro tenuto la disponibilità di tre immobili dal valore di quasi 55 milioni di euro.

