Erba, "Ho visto in faccia killer"
Testimone avrebbe fatto anche nome
L'autore della strage di Erba sarebbe un uomo solo, "di taglia grande". E' questa l'indicazione fornita dall'unico sopravvissuto, e quindi dall'unico testimone, Mario Frigerio, vicino di casa di Raffaella Castagna. Frigerio dal suo letto di ospedale ha faticosamente elaborato per gli inquirenti un racconto lacunoso, ma che secondo quanto riportato dal Corriere della Sera conterrebbe anche il nome del killer.
''Pochi attimi'', sarebbe stato proprio il riferimento temporale fatto dal testimone. E' su questo fronte che si sta concentrando l'attenzione degli investigatori, che sono tornati a sentire vari testimoni, tra cui gente che vive nel cortile di via Diaz, per cercare di costruire qualcosa che assomigli all'identikit dell'assassino, e confermare il quadro indiziario che già esiste.
Il racconto di Frigerio si è man mano arricchito di dettagli, e che si rivela molto piu' particolareggiato e inquietante di quanto si era pensato. Ed è qui che le indiscrezioni di stampa danno quasi per certo che l'unico testimone sia riuscito anche a fare un nome.
L'autore materiale della strage dovrebbe essere comunque soltanto uno, non solo perché Frigerio dice di avere visto solo un uomo - ma potrebbe anche non aver notato eventuali complici dell'omicida - ma soprattutto perché i risultati dell'autopsia non avevano rilevato l'esistenza di mani diverse nella spietata esecuzione delle quattro vittime.
Nell'abitazione di via Diaz, lo scorso 11 dicembre, hanno perso al vita Raffaella Castagna, il figlio di due anni Youssef, la nonna del bambino, Paola Galli e una vicina di casa, Valeria Cherubini. Mario Frigerio, marito di quest'ultima e unico testimone della vicenda è rimasto, invece, gravemente ferito.
Procuratore:"Evitare fughe in avanti"
Il procuratore della Repubblica di Como, Alessandro Lodolini, chiede "ancora un poco di pazienza" e di "evitare fughe in avanti che possano danneggiare indagini e persone" nella diffusione di notizie riguardo la vicenda. "Stiamo facendo tutto il possibile per ottenere un risultato certo e definitivo - ha detto Lodolini all'agenzia Ansa -. Dal primo momento abbiamo lavorato incessantemente alla ricerca della verità. Chiediamo un po' di pazienza per continuare a lavorare e chiediamo di evitare fughe in avanti con la diffusione di notizie che possano danneggiare le indagini e le persone".

