Progetto Ue per malattie cerebrali
Coordinato da Istituto Besta di Milano
Tra i prezzi più alti pagati dai paesi industrializzati vi sono le malattie cerebrovascolari, oggi la terza causa assoluta di morte e la prima di invalidità permanente. Per personalizzare diagnosi e trovare cure sempre più mirate occorre disporre di grandi numeri di casi clinici. A tal fine parte a Milano, coordinato dall’Istituto nazionale neurologico “C. Besta”, il progetto europeo NEUROWEB.
Il progetto unirà, tramite internet, i dati di circa 2500 pazienti riportati nei database di quattro prestigiosi centri di ricerca europei. La predisposizione a queste patologie è determinata dalla presenza di altre malattie (diabete, ipertensione), da stili di vita (fumo) e da ereditarietà. Le numerose combinazioni di questi tre fattori, poi, danno origine alle diverse patologie cerebrovascolari. E il progetto NEUROWEB, condotto con la supervisione dell’istituto Besta, presieduto da Alessandro Moneta, ha proprio lo scopo di raccogliere via Web il maggior numero di elementi su casi risolti positivamente per poter giungere a una prevenzione, a diagnosi e a cure più capillari e innovative.
Al progetto, che è coordinato dal responsabile dell’unità delle malattie cerebrovascolari del Besta, Eugenio Parati, collaborano altri tre istituti di ricerca europei per lo studio e la cura delle malattie cerebrovascolari: l’Erasmus Universitair Medisch Centrum Rotterdam in Olanda; l’Orszagos Pszichiatriai es Neurologiai Intezet in Ungheria; e l’Università di Patrasso in Grecia. Il progetto si propone quindi di riunire una grandissima quantità di dati necessari ai ricercatori per avanzare nelle scoperte in questo campo.
Per citare solo un esempio, l’efficacia dell’aspirina nella prevenzione dell’ictus ischemico è stata confermata solo dopo studi clinici su circa 20.000 pazienti (studi IST e CAST). E, dopo il completamento della sequenza del genoma umano avvenuto nel 2000, la mole di studi sui polimorfismi genetici è aumentata ogni anno in modo esponenziale. Al punto che, oggi, digitando “human polymorphism” su PubMed, il motore di ricerca medico-scientifico della libreria nazionale medica americana, la più grande del mondo con 16 milioni di voci, escono quasi 87 mila lavori scientifici.
NEUROWEB, finanziato dall’Unione europea con 1,8 milioni di euro, sarà sostenuto anche dal contributo di istituti di ricerca informatici e software house di primo piano: dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca al Consiglio Nazionale delle Ricerche; dall’University of Veszprem in Ungheria al Velti A.E., in Grecia; dalla SIRSE-NET S.p.a. alla Microsystems S.r.l..
I vantaggi per i pazienti
I vantaggi per i singoli pazienti di tale ricerca saranno essenzialmente di tre tipi: 1) poter confrontare la propria malattia con quella di altri pazienti curati in centri di eccellenza europei, potendo avere in tempo reale e dal proprio ospedale di riferimento un aggiornamento sugli esami e le terapie ottimali nel singolo caso; 2) contribuire attivamente alla ricerca di terapie innovative sempre più mirate per la propria malattia; 3) fornire alla politica sanitaria gli strumenti per assistere gli ammalati non solo nel momento dell’emergenza, nelle strutture sanitarie, ma anche successivamente, a domicilio. E se l’obiettivo principale di NEUROWEB resta quello di garantire cure migliori, i suoi realizzatori non escludono che già, nel giro di due anni, si possano ottenere risultati concreti e nuove forme di prevenzione e di terapia. I primi a beneficiarne saranno i cittadini della Lombardia, Regione che partecipa al progetto, che usufruiranno subito dei risultati di NEUROWEB sul proprio territorio.

