Mamma Hina:"Non perdono mio marito"
Intanto, si costituisce il cognato
"Non ho mai detto che mia figlia fosse una cattiva musulmana: semplicemente non ubbidiva". La madre di Hina, la pachistana sgozzata a Brescia dal padre, insieme ad altri due parenti, smentisce di avere descritto la figlia come lontana dalla loro religione e chiede "silenzio". Poi si scaglia contro il marito: "Non lo perdonerò mai". Intanto si è costituito il "terzo uomo", il cognato accusato di aver preso parte al delitto.
La donna, ospite del ristorante Tabak di via Cremona a Brescia, ha sottolineato di avere incontrato i giornalisti per la prima volta, e di non avere rilasciato finora alcuna dichiarazione alla stampa, alla quale dunque non ha mai descritto Hina come una cattiva musulmana. La donna si è presentata accompagnata dal figlio 17enne Suleman e da un'amica di famiglia, che le ha fatto da interprete. Busra Bakum, visibilmente turbata e sull'orlo delle lacrime, in una lingua mista tra italiano e urdu, ha dichiarato di sentirsi "disturbata" dal clamore stampa e ha chiesto "silenzio e rispetto" sulla vicenda.
Poi la donna ha aggiunto:"Non perdono mio marito". "Di lui non voglio sapere più nulla". La donna ha dichiarato che mai avrebbe immaginato quanto è accaduto. Non ne era a conoscenza, ed era andata in Pakistan per una normale vacanza. "La colpa di quanto accaduto è di mio marito e di nessun altro - ha sostenuto la donna -. La nostra vita in Italia non c'entra, non c'entra nemmeno il fatto che Hina fosse fidanzata con un italiano. Per il momento, di mio marito comunque non voglio sapere nulla". La signora Bushra ha però sottolineato di non aver mai visto il marito picchiare o maltrattare la figlia, e che quando lui la sgridava o minacciava di picchiarla per i suoi comportamenti, lo faceva per interposta persona, e cioé tramite lei. Prima di quanto accaduto a Hina, la signora Bushra considerava Mohamed Saleem "un buon marito e un buon padre per i suoi figli". Un omicidio premeditato? Bushra Bakum è convinta di no: "Ritengo che l' omicidio sia maturato in seguito a una lite, per un accesso di collera, e che non vi sia assolutamente premeditazione".
Si costituisce terzo uomo
Si è costituito il "terzo uomo" accusato di aver ucciso la giovane pachistana trovata sepolta nel giardino della casa dei genitori. Si tratta del ventisettenne Mamhob Zahid, suo cognato. Zahid, marito di una sorella maggiore si è presentato alla caserma di Gardone Valtrompia accompagnato dal suo legale, Carlo Bonardi, dove gli uomini del nucleo operativo dei carabinieri di Brescia e della compagnia di Gardone Valtrompia gli hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo le prime indiscrezioni, Zahid non è stato sentito perché non ha ritenuto di fare dichiarazioni spontanee. Nel momento in cui si è consegnato è apparso tranquillo. In questo momento si troverebbe già in carcere a Canton Mombello a Brescia. La sua latitanza è durata quasi due settimane.

