Hina, ipotesi agguato premeditato
Accoltellata mentre era immobilizzata
E' sempre più probabile che sia stato un agguato premeditato quello di cui è rimasta vittima Hina Saleem, la pakistana uccisa dai parenti nel Bresciano. Il padre stesso, infatti, avrebbe ideato una trappola per la giovane figlia ribelle. Le avrebbe telefonato per avvisarla della visita di un cugino proveniente dalla Francia: "Vieni a salutarlo, ha dei regali". Poi l'avrebbe accoltellata mentre era immobilizzata.
La stessa ragazza avrebbe confermato l'ipotesi parlando con uno dei titolari del locale dove lavorava, poco prima di sparire. "Vado da mio padre perché mi ha telefonato che c'è un parente che devo salutare", ha raccontato. Intanto emergono alcuni particolari dell'efferato delitto. Stando alle prime indiscrezioni relative all'autopsia fatta sul corpo della 21enne, l'esame ha stabilito la compatibilità dello squarcio nella gola di Hina con il coltello da cucina recuperato in casa del padre.
Sempre secondo l' esame autoptico la coltellata a Hina sarebbe stata inferta mentre la ragazza era immobilizzata, il che confermerebbe la premeditazione e la ricostruzione secondo cui al delitto hanno preso parte tre uomini.
Intanto la sezione scientifica dei carabinieri di Brescia è tornata nella casa a schiera di Ponte Zanano di Sarezzo per raccogliere nuove prove che saranno utili a rispondere ai 23 quesiti depositati dal pm Paolo Guidi in relazione al delitto.
Convalidato il fermo del padre
Sono stati convalidati i fermi per gli immigrati pakistani Mohammed Saleem e Mohammed Tariq, padre e zio di Hina. Entrambi i fermati si erano di nuovo avvalsi della facoltà di non rispondere durante l'udienza. La decisione è stata presa dal gip Francesca Morelli nel carcere di Canton Mombello di Brescia, alla presenza dei legali di Saleem e Tariq, Alberto Bertone e Damiano Camplani. All'appello manca ancora il terzo indagato per omicidio volontario della giovane pachistana, sarebbe il cognato di Hina. Gli investigatori contano di trovarlo entro breve.
Mandato di cattura per il terzo uomo
E' scattato un mandato di cattura europeo per il cognato di Hina. Il provvedimento è stato emesso dal Gip Francesca Morelli su richiesta della procura della Repubblica di
Brescia. Gli altri due accusati dell'omicidio della giovane pachistana, sono il padre Mohammed Saleem e lo zio Mohammad Tariq, per cui sempre oggi il Gip Morelli ha emesso un provvedimento di custodia cautelare.

