Si impicca ex parroco di Pomezia
Roma, "Non sono un pedofilo"
Don Marco Agostini, l'ex parroco di Pomezia (Roma) è stato trovato impiccato nell'abitazione della madre, dove era agli arresti domiciliari. Il sacerdote, 43 anni, rimase coinvolto ad aprile in un'indagine sulla pedofilia. Don Marco si è impiccato con un lenzuolo fissato a una trave del terrazzo. Ad accusarlo, alcuni ragazzi che frequentavano un oratorio, ora maggiorenni. "Non sono un pedofilo", ha scritto in una lettera.
Poche frasi, in un foglio riempito soprattutto di scuse rivolte alla madre e alle persone a lui care per motivare il gesto che avrebbe compiuto di lì a poco. E' stata l'anziana madre a trovare il corpo senza vita del figlio che penzolava dalla trave del lavotoio, sul terrazzo di casa, in via del Pergolato, nel quartiere Alessandrino. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia Casilina.
Il sacerdote era finito in carcere il 5 aprile scorso dopo essere stato arrestato ad Assisi dove era stato trasferito e dove si occupava sempre di giovani, gestendo una casa ostello. Don Marco Agostini precedentemente era stato parroco nella chiesa di San Benedetto di Pomezia ed era attivo anche in un'altra parrocchia di Ardea. Già altre volte aveva tentato il suicidio, ma non era mai riuscito nell'intento.
Decisive le testimonianze di ex frequentatori dell'oratorio della chiesa San Benedetto, che hanno raccontato ai magistrati episodi di violenza sessuale a cui venivano sottoposti dal prete: centinaia di abusi denunciati da una ventina di giovani che all'epoca dei fatti avevano tra i 10 e i 16 anni. Le violenze sarebbero avvenute tra il 1993 e il 2004.
Nella stessa inchiesta vennero coinvolti altri due religiosi di Pomezia, accusati di favoreggiamento nei confronti di don Marco. Contro i tre, il Vaticano aveva avviato un processo di secolarizzazione e deciso la rimozione dall'incarico.

