Vittorio Emanuele: io come Tortora
"Contro di me solo accuse assurde"
"Forse è un paragone abusato, ma lo faccio lo stesso: sì, mi sento come dovette sentirsi Enzo Tortora quando venne arrestato". Questo lo sfogo, nel proclamarsi innocente, di Vittorio Emanuele di Savoia, detenuto nel carcere di Potenza per associazione a delinquere. Durante un colloquio con il cronista del Corriere della Sera dice: "Di tutta questa storia io non ho capito nulla, non so nulla".
"Ma certo che sono innocente. Però - continua il principe - che devo fare per dimostrarlo? Fingere di essere malato di cuore? Urlare la mia disperazione per muovere a pietà il prossimo? Sono vittima di una situazione che definirei kafkiana". Vittorio emanuele sottolinea per parte sua l'assurdità di alcune accuse. "Secondo lei io ho bisogno di 'affittare' le puttane, perdoni il linguaggio, a terze persone per duemila euro a notte? E poi di ritirare di persona il denaro stipato in una busta? Cosa posso dire?
Io sono innocente", aggiunge Vittorio Emanuele spiegando che lo scambio di denaro contestato era relativo alla quota di iscrizione all'Ordine di San Maurizio. "Io - conclude al cronista del Corsera - non sarei mai scappato. Mai. Se il magistrato mi avesse convocato qui a Potenza, anche per arrestarmi, io ci sarei venuto con le mie gambe. Non ho nulla da temere".

