Cassazione, no a ricovero Erika
Strage Novi, respinta richiesta difesa
Resta in carcere Erika De Nardo, la giovane di Novi Ligure che nel 2001 uccise, con la complicità del fidanzato, la madre e il fratellino. La Corte di Cassazione ha infatti respinto la sua richiesta di trasferimento in una comunità dove chiedeva di poter ricevere le cure psicologiche di cui, secondo la difesa, ha bisogno. Erika sta scontando una condanna definitiva a sedici anni di reclusione.
Erika, che all'epoca del fatto era minorenne e che oggi ha ventidue anni, sta scontando una condanna definitiva a sedici anni di reclusione. Il suo legale, Mario Boccassi, dopo il "no" del tribunale di sorveglianza si era rivolto alla Corte di Cassazione, che ha confermato la decisione dei giudici di prima istanza. All'altro protagonista del caso, Omar Favaro, vennero inflitti 14 anni.
Proprio un anno fa Erika concesse la prima intervista ad un giornale al quale confessò di desiderare una vita normale. "So che posso farcela, vorrei una casa e magari una famiglia", aveva detto la ragazza dalla sua cella. "Non ho paura di subire maltrattamenti o rappresaglie dalle altre detenute - aveva aggiunto - ma il carcere minorile è diverso, è un ambiente più ovattato. Ti senti in qualche modo protetto. Adesso so che le cose cambieranno. Sono entrata nel mondo dei grandi, bisogna sapersela cavare".
"Io sono rimasta indietro, mentre le ragazze della mia età andavano avanti.- concludeva l'intervista - Vivevano. Adesso voglio imparare. Ho deciso, mi voglio iscrivere all'universita', voglio studiare qui in carcere e laurearmi. Voglio recuperare, ricostruirmi pezzo per pezzo una vita. Ci vorranno tempo e pazienza". La Cassazione non l'ha pensata così.

