Un registro per le ultime volontà
Veronesi: "Fate testamento biologico"
L'oncologo ed ex ministro della Sanità Umberto Veronesi, ha deciso di offrire, tramite la sua Fondazione, un registro per depositare il proprio testamento biologico, in modo da far prendere al malato la decisione contro un eventuale accanimento terapeutico. Con lui è anche un gruppo di giuristi che faranno da garanti delle ultime volontà di chi deciderà di sottoscrivere il documento.

L'obiettivo di Veronesi e dei giuristi che lo appoggiano è di impedire in futuro nuovi casi come quello di Terry Schiavo (in coma 15 anni) o di Eluana Englaro (in coma dal 1992). Il punto focale è quello di togliere la capacità decisionale di vita o morte, staccare la spina o accanirsi terapeuticamente, al medico per affidarla al diretto interessato: il paziente. Permettendo a quest'ultimo di esprimere le sue volontà quando è ancora nel pieno possesso delle sue facoltà mentali.
Per questo, presso la "Fondazione Umberto Veronesi" sarà istituito un registro per chi vuole fare testamento biologico. A fare da garanti saranno i giuristi che fanno parte della Fondazione. "Io il testamento bioloico l'ho fatto - dice l'oncologo - e l'ho affidato a una persona di mia fiducia. La mia paura non è la morte, ma la perdita delle facoltà mentali, della mia coscienza. Dovesse accadere, già da ora ho deciso, liberamente, che non voglio accanimenti terapeutici".
In realtà manca una legge che obblighi il medico a seguire il testamento biologico, così come invece accade negli Stati Uniti o in alcuni paesi del nord Europa come Olanda, Belgio, Danimarca e Germania. In una tale situazione di vuoto normativo il tutto è affidato alla discrezionalità del medico. "Nei Paesi dove c'è la normativa - spiega Veronesi - l'adesione della gente è forte. Negli Stati Uniti si parla del 15%, in Germania, dove pure la legislazione è recente, già siamo all'8-10%".
