Carabiniere ucciso durante rapina
Umbria, feriti donna e altro militare
Un carabiniere è stato ucciso ad Umbertide, in provincia di Perugia, nel corso di una sparatoria dopo una rapina in banca. A perdere la vita è Donato Fezzuoglio, ucciso dai colpi sparati dai malviventi che avevano appena rapinato un'agenzia del Monte dei Paschi, nei pressi della stazione ferroviaria. Nella sparatoria sono inoltre rimasti feriti anche una donna, colpita alle gambe, un uomo e un altro carabiniere.

Donato Fezzuoglio 30 anni, originario di Matera, e residente a Umbertide, è stato ucciso non appena ha aperto la porta dell'auto. Secondo una prima ricostruzione i banditi, tre uomini, hanno cercato di sfondare la vetrata della agenzia del Monte dei Paschi di Siena, con un Pick-up di fabbricazione giapponese. Il veicolo si è incastrato nella vetrata. Immediatamente dalla banca e stato dato l'allarme ed è accorsa una pattuglia del nucleo radiomobile della compagnia di Città di Castello.
Il carabiniere ucciso si è difeso
L'auto si è fermata davanti alla banca, sul marciapiede opposto. Appena Fezzuoglio, carabiniere scelto, ha aperto lo sportello è stato investito da una scarica di colpi ed è morto all' istante. Ma prima di cadere ucciso ha sparato sei colpi con la sua pistola. Con lui, di pattuglia, si trovava l'appuntato Enrico Monti, rimasto ferito in modo non grave alla schiena. Anche lui ha sparato 10 colpi con la propria mitraglietta M12. Mentre sembra che i banditi abbiano usato armi automatiche, forse addirittura un kalashnikov (stando almeno ai proiettili recuperati).
Spari tra i passanti
I banditi sono fuggiti a piedi sparando tra i passanti. Nella strada, posta dietro la banca, hanno incontrato un uomo che parcheggiava la sua auto. Gli hanno sparato ad una coscia per farsi consegnare la vettura, ma lui ha resistito e i rapinatori hanno continuato la loro fuga a piedi. Poco dopo hanno incontrato una donna di 85 anni con una Passat. Hanno sparato anche a lei, perforandole il femore. Poi sono fuggiti con la sua auto. Durante il tragitto a piedi hanno danneggiato a colpi d'arma da fuoco anche alcune auto che presentano fori sulla carrozzeria. Tutta la zona intorno alla banca è stata transennata. Attorno alle transenne si sono assiepate centinaia di persone, ancora incredule per quanto avvenuto. Fezzuoglio era infatti abbastanza conosciuto in città. Aveva sposato da circa un anno una commessa di Umbertide, di 25 anni, che lavora in un negozio del centro della città. La coppia ha una bimba di sei mesi. Sul luogo della sparatoria si sono recati anche il comandante del gruppo carabinieri di Perugia, colonnello Pietro Dimase, ed il questore, Arturo De Felice. Sono poi stati subito istituiti posti di blocco anche nelle province confinanti di Toscana, Emilia Romagna e Marche.
Ritrovata un'auto della fuga
La Passat utilizzata dai banditi per la fuga è stata successivamente trovata a Pietralunga, un paese di montagna non lontano da Umbertide. Mentre resta ricercata un' altra auto utilizzata dai rapinatori, una Lancia Thema risultata rubata a Forlì. In base alle prime testimonianze gli inquirenti ritengono che i rapinatori siano stati almeno quattro: i tre che sono entrati in banca e un quarto, con funzioni di autista e di "palo". Il colpo ha fruttato un bottino di circa 40.000 euro. Alcuni testimoni hanno riferito di avere visto uno dei banditi in fuga che portava un grosso sacco di colore bianco.
Il racconto di una testimone:"Ho pensato a una fiction"
La farmacista che lavora vicino alla banca dove è avvenuta la rapina ha raccontato di avere udito degli scoppi e di avere pensato alle scene per la riprese della fiction televisiva "Don Matteo" in corso ad Umbertide nella stessa zona. Erano passate da poco le 14 - ha detto la donna - "quando ho sentito una lunga serie di scoppi. Ho pensato che fossero dei petardi sul set del 'Don Matteo"'. Poi si sono sentite le sirene e sono cominciate ad arrivare auto delle forze dell' ordine con i lampeggianti accesi ed a quel punto la farmacista ha capito che non era un film.
Anche un fratello in servizio nell'Arma
Tra i primi familiari a raggiungere la salma del carabiniere rimasta sul selciato è accorso il suocero. Mentre è stato informato anche un altro fratello di Donato Fezzuoglio, che presta servizio nell' Arma dei Carabinieri, da ausiliario, nella stazione di un paese della provincia di Potenza: "Anche il fratello di Fezzuoglio - ha detto il comandante provinciale di Potenza dell' Arma, tenente colonnello Domenico Pagano - è stato avvertito". Lo stesso Donato Fezzuoglio, da carabiniere ausiliario, era stato in servizio alla Regione Carabinieri Basilicata: quando il suo arruolamento era diventato definitivo, però, era stato trasferito.
