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4/6/2005

Gay Pride, l'invasione festosa

In 100 mila a Milano per il corteo

Hanno danzato e ballato lungo tutto il corteo. Si sono divertiti e hanno cercato di trasmettere anche ai numerosi curiosi che si sono fermati lungo la strada la gioia e l'orgoglio di manifestare la loro omosessualita'. C'e' chi lo ha fatto in modo esagerato, chi invece ha passeggiato nel corteo tenendo per mano il compagno o la compagna, proprio come normali fidanzati eterosessuali. Il Gay Pride, nonostante le polemiche, e' stato soprattutto questo: un momento di festa e di allegria nel tentativo da parte del movimento gay e lesbico di tentare un ponte con la societa', non sempre disposta ad accettare l'omosessualita'.

Il corteo milanese, che si e' mosso da Piazza della Repubblica e che passando da piazza Cavour, via Manzoni, Piazza Scala e Piazza Duomo ha raggiunto l'Arena Civica, e' stato anche un'esplosione di colori e di musica, provocata da alcune decine di migliaia di partecipanti. Sono sfilati trans in costume da bagno e abiti confezionati per mettere in mostra seni e gambe, ragazzi palestrati e abbronzati e ovviamente a torso nudo, ragazzine poco piu' che adolescenti "orgogliose di essere lesbiche", signore piu' attempate pure loro felici della loro omosessualita' e ragazzi meno esibizionisti, ma mano nella mano al loro compagno.

Sul cassone di uno dei 13 camion che hanno accompagnato il corteo, anche le mamme dei gay che cantavano "siano gay o lesbiche sono sempre figli miei'. E quasi in testa al corteo anche un trenino con sopra una ventina di bambini di genitori omosessuali. Molti di loro sono figli della procreazione assistita: "per loro - spiegava una mamma - questo e' un momento di gioco e di divertimento". La fantasia non ha limite, per cui in testa al corteo si e' messa una giovane trans vestita come l'Italia turrita, tunica lunga, corona in testa e una fascia azzurra con la scritta 'Italia laica'. La trans e' stata circondata da due guardie svizzere e incatenata con catene gialle e bianche come la bandiera del Vaticano. Ma e' davanti a Palazzo Marino, sede del Comune, che i manifestanti si sono scatenati. I trans che da donna sono diventate uomini hanno mostrato il cartello 'ci siamo anche noi', e con le lesbiche e i ragazzi con il cappello da cow-boy hanno cantato Heidi e slogan indirizzati al sindaco: "Albertini yuu-u, vieni anche tu", in polemica per il mancato patrocinio da parte del Comune.

In mezzo al corteo anche un sosia di Platinette, il travestito opinionista televisivo che da una limousine bianca ha lanciato preservativi e caramelle. Un successo il movimento omosessuale quest'anno l'ha certamente ottenuto perche' a differenza dell'edizione del 2001 il corteo e' passato anche per piazza Duomo. "Quella piazza - aveva spiegato alla conferenza stampa Aurelio Mancuso - e' il cuore della citta'. Noi viviamo a Milano e vogliamo passare dal cuore della citta', certo non per mancare di rispetto al simbolo religioso". Nel corteo c'e' stato anche chi ha sfilato con lo striscione del Coordinamento gay cattolici e chi ha ostentato una sua appartenenza alla citta' di provenienza: 'Brescia c'e", 'Milano c'e", 'Sondrio c'e". Davanti all'Arena Civica Gianni Brera, dove a Milano vengono celebrati i matrimoni civili, la conclusione del lungo e chiassoso corteo con i manifestanti, che per sottolineare la necessita' della legge sulle unioni di fatto sono andati a bussare alla porta. La festa e' continuata poi al Village allestito con la partecipazione della Provincia di Milano all'Idroscalo, dove fino al giorno 18 ogni sera saranno organizzati happy hours, concerti, rassegne di bellezza ma anche dibattiti sulle tematiche omosessuali.

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