Addio al Papa, sepolto nelle Grotte
La folla in coro: "Santo subito"
E' durata due ore e mezza la cerimonia di addio a Giovanni Paolo II. Alle 10 sono iniziati i funerali in piazza San Pietro sotto gli occhi dei potenti del mondo e di centinaia di migliaia di persone che lo vogliono "santo subito". Dopo la deposizione del corpo in Basilica, la messa solenne e la sepoltura del Papa nelle Grotte vaticane. "Il Papa ci guarda e benedice dal Paradiso", ha detto il cardinale Ratzinger.

Le oltre 300mila persone che, secondo le stime, hanno invaso piazza San Pietro e via della Conciliazione hanno aspettato in silenzio di veder uscire la bara di cipresso con dentro la salma di Giovanni Paolo II. Sono da poco passate le dieci quando dal portone della Basilica sono spuntati i dodici "sediari pontifici" che hanno portato a spalla il feretro: la tensione della piazza si è sciolta in un lunghissimo applauso per il Pontefice, mentre sventolavano centinaia di bandiere polacche. Subito dietro la bara, la "famiglia"di Karol Wojtyla, le cinque suore, il suo segretario, monsignor Stanislao, quindi gli oltre 140 cardinali arrivati a Roma nei giorni scorsi. Dall'alto lo spettacolo è impressionante: da una parte regnanti, capi di Stato e di governo, ministri, diplomatici, lunghe file nere interrotte solo dalla kefia bianca di qualche governante arabo. Dall'altra parte, a sinistra della bara, il colore dei circa 600 tra cardinali, arcivescovi, vescovi, parroci di Roma e canonici di San Pietro: al loro fianco i pope ortodossi, in nero.
Alle 10.40 il cardinale decano Joseph Ratzinger, che ha presieduto le esequie, è iniziata l'omelia, interrotta per 13 volte dagli applausi dei fedeli: hanno sottolineato soprattutto i passaggi in cui si è ricordato l'affetto di Giovanni Paolo II per i giovani, che "amava definire futuro e speranza della Chiesa", "le difficili prove degli ultimi mesi" affrontate dal Papa malato. Ma adesso, dice Ratzinger che parla per 20 minuti, Giovanni Paolo "sta alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice". Terminata l'omelia, sono apparsi quattro, cinque, sei striscioni con la scritta "Santo subito", uno slogan che la folla ha ripetuto più volte alla fine della funzione, segnata da un vento freddo e da un cielo nuvoloso che hanno reso ancora più pesante e grave l'atmosfera.

Al momento dell'eucarestia decine di preti con la stola rossa a lutto sono scesi in piazza per distribuire la comunzione. La liturgia è ricominciata con l'invocazione dei santi, preceduto da un lungo, interminabile applauso e dalle grida "W il Papa". Le delegazione straniere, fino a quel momento con lo sguardo fisso davanti a sé, si sono girate emozionate verso la piazza che batteva incessantemente le mani.
Poi Ratzinger ha ripreso la cerimonia che è continua, sotto un cielo sempre più cupo, con la supplica delle chiese orientali. E' il momento della benedizione della salma: la gente l'ha seguita in silenzio, commossa, fino a quando i dodici sediari pontifici non sono comparsi sul sagrato per riprendere la bara. In quel momento è scattato l'ultimo, lunghissimo applauso per Giovanni Paolo II, la gente lo ha salutato mentre si apprestava a tornare dentro San Pietro. Alle 12.40, mentre sul sagrato che continua a essere spazzato dal vento spunta un raggio di sole, Karol Wojtyla rientra nella Basilica per essere sepolto nelle Grotte Vaticane. Poi, alle 14.20, con la tumulazione si conclude quella che verrà ricordata come una delle giornate che hanno fatto la storia del mondo.
