Papa, Conclave si apre il 18 aprile
Aperto testamento di Giovanni Paolo II
E' stato convocato per il 18 aprile il conclave nel quale sarà eletto il nuovo Pontefice. Lo ha reso noto il portavoce vaticano Navarro Valls, precisando che si tratta del primo giorno utile, secondo quanto stabilito dalla Costituzione Apostolica "Universi Dominici Gregis". Intanto, la quarta Congregazione Generale dei cardinali ha aperto il testamento di Giovanni Paolo II, 15 pagine scritte dal 1979.

Joaquin Navarro Valls ha precisato che al momento dell'apertura del testamento erano presenti 116 cardinali, dei quali 31 nuovi arrivati nelle ultime 24 ore. Essi, dunque, hanno prestato il prescritto giuramento di fedeltà alle norme e di segretezza.
Il 18 aprile, primo giorno utile dopo la fine dei Novendiali, il conclave si aprirà nel pomeriggio. I 117 cardinali elettori, salvo assenze per gravi motivi di salute, entreranno nel pomeriggio nella Cappella Sistina. In mattinata, invece, alle 10 parteciperanno alla celebrazione della santa messa votiva "Pro Erigendo Papam". La decisione di convocare il conclave per il 18 aprile è stata presa dalla quarta Congregazione cardinalizia, riunita dalle 10 nell'Aula del Sinodo. Erano presenti 116 cardinali, dei 122 già pervenuti a Roma. Alcuni di essi, quasi tutti italiani, sono dovuti infatti momentaneamente rientrare nelle loro diocesi. Ai cardinali è stato fornito l'elenco delle delegazioni ufficiali provenienti da tutto il mondo per presenziare venerdì mattina alle esequie di Giovanni Paolo II: capi di Stato e di governo, rappresentanti delle diverse confessioni cristiane e di altre religioni. Un elenco non ancora completo e che sarà diffuso soltanto a "lista chiusa", sicuramente nella giornata di giovedì.
La Congregazione cardinalizia ha preso in esame anche l'ipotesi, da più parti caldeggiata, di portare la salma di Giovanni Paolo II, dopo le esequie ma prima della sua tumulazione, nella basilica di San Giovanni in Laterano -che è la cattedrale di Roma - per permetterne la venerazione ai tanti fedeli romani che non hanno potuto raggiungere in questi giorni piazza San Pietro. Ma l'ipotesi è stata esclusa "perché non è tecnicamente praticabile", ha spiegato il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls.
