Conclave: conservatori e riformisti
Ecco gli schieramenti tra i porporati
Chi ci sarà dopo Wojtyla? In attesa della fumata bianca, i bookmakers di tutto il mondo fanno i pronostici sul successore di Giovanni Paolo II e gli occhi sono puntati sui borsini dei papabili. E si delineano anche i fronti del Conclave scanditi - più o meno chiaramente - dalle opinioni dei cardinali. Tra conservatori e riformisti a metà strada si piazzano i mediatori Ruini, Scola e Tettamanzi.
Su una questione, in particolare, le posizioni dei porporati si distinguono in modo più netto: il governo della Chiesa. Giovanni Paolo II era un conservatore e molti vorrebbero seguire la sua strada mantenendo gli istituti e la prassi attuali. Altri, invece, ritengono che il grande Wojtyla abbia agito con eccessiva cautela e ora vorrebbero puntare sul decentramento e sulla collegialità. A prevalere è il numero dei cardinali “riformisti”, anche se poi è difficile stabilire quali siano le riforme da portare.
I cardinali Dannels (Belgio), Barbarin (Francia), Lehmann (Germania), Murphy- O' Connor e O' Brien Keit (Gran Bretagna), Carles Gordo (Spagna), Policarpo (Portogallo), Husar (Ucraina), George (Usa) – secondo il Corriere della Sera - possono essere considerati i capofila del rinnovamento. Tra gli italiani seguono questa tendenza al riformismo Martini, Cè, Nicora, Pompedda, Marchisano, Martino.
A voler seguire l’attuale orientamento sono invece il camerlengo Martinez Somalo, il decano Ratzinger, il segretario di Stato Sodano, il responsabile delle missioni Sepe, Re (Congregazione per i vescovi), Castrillon Hoyos (Congregazione per il clero). E ancora il tedesco Meisner, lo spagnolo Rouco Varela, l'italiano Biffi, l'olandese Simonis. Mediatori, a metà strada tra i due schieramenti, si piazzano Ruini, Tettamanzi e Scola.
Oltre agli schieramenti più o meno risaputi ci sono le diverse fazioni. Joseph Ratzinger, ad esempio, guida i custodi della dottrina e della concentrazione sulle realtà spirituali. Jorge Mario Bergoglio (Buenos Aires) è per l’impegno sociale. Claudio Hummes, arcivescovo di San Paolo del Brasile, è per la scienza e vorrebbe che il nuovo Papa continuasse il dialogo interreligioso.
