La generazione dei Papa-boys
Giovani hanno visto solo Karol Wojtyla
Nell’immaginario collettivo dei ventenni il Papa è uno solo: Giovanni Paolo II. Il dolore di molti ragazzi si può attribuire non solo alla profonda fede che li lega alla Chiesa, ma anche all’affetto per una persona che dal momento della loro nascita, ha ricoperto un ruolo fondamentale nella crescita e nella cultura di ognuno di loro.

Forse proprio per questo, anche chi non crede in Dio e addirittura si definisce ateo è visibilmente commosso per la possibile perdita del Santo Padre. Un nonno, una figura di riferimento o anche un esempio di vita per molti. Non sarà facile abituarsi ad un altro Papa, soprattutto quando si ricorda Karol Wojtyla non ancora malato con la voglia di vivere e compiere i doveri che, secondo la fede cattolica Dio, ha dato e solo Dio può togliere.
Il Santo Padre ha sempre riservato un grande spazio ai giovani, rincuorandoli, incontrandoli da vicino. Nessun papa prima di Giovanni Paolo II ha mai avuto contatti fisici con i suoi discepoli, ma questo a lui non importava. Un Pontefice anticonvenzionale, il primo ad incontrare i membri della chiesa Ortodossa russa e il primo a farsi conoscere e amare dai rappresentanti delle altre religioni.
Forse proprio per questo modo non convenzionale di porsi, è entrato nel cuore di tutti i giovani che hanno visto in lui l’unica figura di Pontefice. Non solo Papa-boys, non solo ventenni, ma anche ultra trentenni che ricordano solo vagamente la figura del suo predecessore. Amato da tutti, lascerà un grande vuoto nel mondo religioso e non solo Cattolico.
