2005, anno drammatico del Papa
Primi mesi e tanti malanni
E' stato un inizio del 2005 terribile per il Papa, le cui condizioni di salute sono peggiorate giorno dopo giorno. La sequenza, che ha visto un crescendo di ansia e preoccupazione per la salute del pontefice, è cominciata un po' in sordina verso gli ultimi giorni di gennaio con quella che veniva indicata come una semplice influenza.

Ma il primo febbraio 2005 si rende necessario un ricovero urgente al Policlinico Gemelli. Il ricovero viene spiegato con "una laringo-tracheite acuta e crisi di laringospasmo", conseguenza dell'influenza. Il Papa, insomma, tra il Parkinson che da anni lo affligge, le conseguenti difficolta' di deglutizione e l'infiammazione delle vie aeree, ha problemi a respirare. Al Gemelli in poche ore confluiscono televisioni di tutto il mondo e decine di giornalisti, mentre la preoccupazione per la salute del Papa cresce senza sosta.
Ma la robusta fibra di Karol Woityla sembra fare nuovi miracoli. Il Pontefice infatti si riprende e migliora: dopo solo dieci giorni di degenza, il 10 febbraio, scatta l'operazione rientro. Un rientro che vuole sottolineare l'effettivo recupero fisico del Papa, forse anche per mettere fine al riaccendersi continuo delle voci sulle sue possibili dimissioni, sulla sua guida diretta degli affari della Chiesa. Il Papa rientra in Vaticano in papamobile, sotto gli occhi delle telecamere di tutto il mondo.
Ma la situazione, nonostante o forse anche a causa della ferrea volonta' del Papa di non sottrarsi ai suoi compiti, non migliora e anzi peggiora. Cosi' il 24 di quello stesso mese il pontefice e' costretto, ancora per difficolta' respiratorie, a rientrare al Policlinico Gemelli. A questo punto, come e' naturale, l'apprensione sale alla stelle: quella sera stessa e' necessario praticargli una tracheotomia, un'operazione relativamente semplice ma che nello stesso tempo sottolinea i rischi della condizione di salute del pontefice. E, inoltre, ostacolando l'articolazione delle parole, fa nascere gli interrogativi sul "papa muto" di fronte alle incombenze della carica. Questa volta il ricovero dura piu' lungo: 18 giorni, fino al 13 marzo. E, di nuovo, la fibra del papa polacco sembra prevalere su ogni difficolta': quel 13 marzo all'Angelus rivolge alcune parole di saluto dalla finestra dell'ospedale ed in serata rientra in Vaticano. Il resto è cronaca degli ultimi giorni.
