Sicilia, riprese le ricerche
Mancano all'appello tre cinesi
Sono riprese le ricerche dei tre cinesi che risultano dispersi al largo dalla costa di Ragusa, gettati in acqua da due scafisti durante un tentativo di sbarco in Sicilia. Sulla barca erano in 15: in sei si sono salvati, altri sei sono stati recuperati cadaveri. Dal porto di Pozzallo sono uscite tre imbarcazioni. In aiuto anche un elicottero. Intanto è giallo su un barcone avvistato mercoledì, poi scomparso.

Durante tutta la notte sono stati effettuati controlli sulla zona. Le condizioni meteorologiche nel Canale di Sicilia fortunatamente sono buone. Intanto è prevista nell'obitorio dell'ospedale di Modica l'autopsia della donna cinese che, secondo un primo esame medico esterno, sarebbe stata colpita alla testa prima di essere gettata in mare. L'esame è stato disposto dal procuratore della Repubblica di Modica, Domenico Platania, che coordina le indagini della polizia e che sul caso ha aperto un'inchiesta per strage. Sempre per oggi sono previsti altri interrogatori a sei cinesi sopravvissuti, cinque uomini e una donna, da parte degli agenti della squadra mobile della questura di Ragusa.
Inoltre si sta cercando di fare chiarezza sulla tragedia. Secondo il racconto di una donna sopravvissuta, quindici cinesi si erano imbarcati a Malta per raggiungere la Sicilia, ma a circa 15 miglia dalla costa i due scafisti, dopo aver incassato da ciascun cinese il prezzo della traversata, armati di pistola li hanno costretti, dopo averli malmenati, a gettarsi a mare. Inoltre A preoccupare gli scafisti sarebbe stata la presenza, in quel tratto di mare, di alcune imbarcazioni italiane. La Procura della Repubblica di Modica ha aperto un fascicolo per l'ipotesi di strage.
Infine resta il giallo di un altro barcone avvistato mercoledì a 90 miglia a Sud di Lampedusa. A bordo circa un centinaio di immigrati, ora "scomparsi nel nulla".
