Bomba chiesa, la paura del parroco
"Capito che era capitata cosa orribile"
"Ho sentito uno scoppio fortissimo e poi un intenso odore di polvere da sparo". Racconta così don Rino Brusegan, parroco del duomo di Motta di Livenza, il terrore vissuto in chiesa dopo l'esplosione di un ordigno piazzato da Unabomber. "Subito avevo pensato ad uno sparo proveniente dall'esterno della chiesa. Invece ho visto una gran confusione e ho capito che era successo qualcosa di orribile", ha aggiunto.

Il parrocco racconta che tutto è avvenuto quando la messa era quasi finita e lui stava distribuendo degli avvisi parrocchiali ai fedeli, quando si è improvvisamente sentito un boato. Il sacerdote dice di aver capito subito che non si trattava di un semplice corto circuito e che Greta, la bambina rimasta ferita nello scoppio, aveva difficoltà ad inserire la candela elettrica. "Sapete - dice - una di quelle che si possono acquistare anche qui nel negozio a Motta".
La piccola, stando al racconto di don Brusegan, si sarebbe fatta aiutare da una giovane donna perché aveva difficoltà a far funzionare la candela. La donna, anch'essa rimasta ferita, ha fatto una leggera pressione sulla candela innescando il meccanismo esplosivo. A prestare i primi soccorsi un medico del paese che si trovava nel primo banco della chiesa. Il sacerdote ha poi spiegato che il duomo solitamente apre alle 7 del mattino e chiude alle 19 e quindi è facile per chiunque entrare o uscire dall'edificio religioso dopo aver potuto confezionare l'ordigno altrove.
