Unabomber: sospetti su due fratelli
Hanno entrambi la passione per le armi
Si stringe il cerchio attorno a Unabomber. Dopo anni di indagini, gli investigatori avrebbero individuato due sospetti: un ingegnere aeronautico di Pordenone e suo fratello, un bancario che vive nel Bellunese. Entrambi con la passione per le armi e per la micromeccanica. Ai due uomini gli inquirenti sono arrivati dopo aver individuato i negozi in cui il bombarolo acquista i materiali per fare gli ordigni.

Dopo l'ultimo attentato, avvenuto davanti al tribunale di Treviso, le indagini hanno avuto una brusca accelerata. Grazie a una pila trovata sul posto dell'esplosione, gli investigatori sono riusciti a individuare i negozi in cui Unabomber acquista i diserbanti e tutti i materiali utilizzati per costruire i suoi ordigni e sono anche riusciti a individuare un'impronta sull'ovetto inesploso trovato in strada. Da qui a preparare una lista di sei possibili sospetti il passo è stato breve.
Nel mirino degli investigatori, anche grazie alle numerose testimonianze raccolte tra le persone che la mattina dell'esplosione si trovavano nei pressi del tribunale, sono finiti sei insospettabili, tutti con una passione comune: quella per la meccanica e la chimica.Alcuni hanno già subito una perquisizione, altri sono stati pedinati. E, tra tutti, l'attenzione degli inquirenti si è soffermata su due fratelli originari del Bellunese, uno dei quali, l'ingegnere, possiede anche una mansarda che ha trasformato in laboratorio. Gli investigatori l'hanno perquisita 15 giorni fa. Ora stanno esaminando il materiale sequestrato.
C'è un problema, però. Entrambi i fratelli avrebbero un alibi: la mattina del 26 gennaio, quando un ovetto giallo è esploso al passaggio di un gruppo di bambini davanti al palazzo di giustizia di Treviso, non si trovavano in città. Ma questo - dicono gli investigatori - non basta a scagionarli: non è detto, infatti, che l'ordigno non sia stato piazzato in precedenza. Bisogna accertare quando. E capire se davvero i due uomini sono coinvolti.
