Bimba uccisa, indagata la madre
Perugia, accusata di concorso in stupro
Concorso in violenza sessuale, maltrattamenti e omissione di soccorso. Con queste accuse la procura di Perugia ha indagato Tiziana Deserto, la mamma della piccola Maria Geusa morta il 6 aprile a Città di Castello all'età di 2 anni e mezzo. Del suo omicidio è accusato l'imprenditore Giorgio Giorni, al quale viene anche contestato di avere violentato la bimba. La donna sarà sentita nei prossimi giorni dal sostituto procuratore Petrazzini.

La procura perugina ipotizza che la donna, alla quale è già stato notificato l'avviso di garanzia, sapesse delle presunte violenze alle quali Giorni sottoponeva la figlia e l'avrebbe quindi lasciato fare. Avrebbe inoltre omesso di soccorrerla dopo averla trovata ferita nell'auto dell'imprenditore. Tiziana Deserto, però, ha sempre negato queste accuse, professandosi completamente innocente.
Il giorno in cui la piccola Maria Geusa morì, fu proprio Giorni a portarla all'ospedale di Città di Castello. La bambina - hanno poi ricostruito i carabinieri - gli era stata affidata dalla madre. L'imprenditore, arrestato il 7 aprile dai carabinieri, era infatti amico della donna e datore di lavoro del marito. Giorni ha ammesso con gli investigatori di avere colpito nella sua abitazione la piccola, negando però di volerla uccidere. Ai militari ha inoltre detto di non sapere perché lo avesse fatto. L'imprenditore ha comunque sempre respinto l'accusa di avere violentato la bimba.
Dal giorno del suo arresto, Giorni si trova rinchiuso nel centro clinico del carcere di Perugia. Davanti al gip del tribunale del capoluogo umbro è in corso un incidente probatorio chiesto dal difensore dell'indagato, l'avvocato Giancarlo Viti, per stabilire le cause della morte della bambina e se questa abbia subito violenza sessuale. Il giudice ha inoltre incaricato un altro gruppo di periti di accertare se l'uomo fosse capace di intendere e di volere al momento del fatto. Nel corso dell'indagine il pm Petrazzini ha fatto svolgere a due suoi consulenti un cosiddetto accertamento tecnico irripetibile per chiarire proprio se la piccola sia stata violentata e le cause esatte della sua morte. Un esame che sarebbe ormai terminato, anche se le conclusioni dei periti non sono state ancora messe a disposizioni delle parti.
Sulla notizia dell'avviso di garanzia a Tiziana Deserto magistrati e investigatori hanno mantenuto un riserbo praticamente assoluto. E' comunque probabile che le nuove accuse siano state formulate a carico della donna proprio in base agli elementi raccolti negli ultimi mesi.
