Depresso? Papà non paghi alimenti
Sentenza Cassazione in casi di divorzio
Se la separazione causa depressione al papà, questo può non pagare gli alimenti ai figli. Lo ha sancito la Cassazione che ha cancellato la condanna inflitta a un genovese di 43 anni caduto in depressione dopo la separazione, "per aver fatto mancare i mezzi di sussistenza alla moglie e alla figlia". Per piazza Cavour, invece, lo stato depressivo è una "grave patologia" che può essere "causa dell'impossibilità di fare fronte ai propri impegni".
Per il tribunale, che aveva condannato Roberto C. in primo e in secondo grado, l'uomo "per la sua giovane età e per l'assenza di gravi patologie che gli impedissero di lavorare, senz'altro poteva adattarsi a lavori temporanei che gli avrebbero potuto consentire di fornire almeno in parte i mezzi dovuti".
L'uomo, dopo la separazione dalla moglie Daniela, era caduto in un "profondo stato depressivo" e, pur avendo fornito ai giudici le cartelle cliniche che attestavano la depressione, era stato condannato. Invano aveva fatto presente che la depressione gli impediva di svolgere qualunque lavoro. La Corte di Cassazione, al contrario, ha giudicato "fondato" il ricorso e, nella sentenza 184/05, ha evidenziato che "la Corte territoriale" avrebbe dovuto svolgere "un accurato e serio accertamento sulla grave patologia indicata dal ricorrente come causa della concreta impossibilità di fare fronte ai propri impegni, tenuto conto della produzione delle cartelle cliniche comprovanti i ricoveri".
La Cassazione ha anche fatto presente che "il convincimento espresso in termini generici, circa l'assenza di patologie tali da impedire un'attività lavorativa, denota la mancanza di ogni accertamento su un punto determinate". Anzi, la "patologia" avrebbe dovuto indurli "a disporre una perizia".
