Cogne, 30 anni alla Franzoni
Sentenza con rito abbreviato
Annamaria Franzoni è stata condannata a 30 anni per l'assassinio del figlio Samuele, avvenuto a Cogne il 30 gennaio del 2002. Malgrado la condanna, la Franzoni, che non era in aula, non andrà subito in carcere né agli arresti domiciliari. La Procura di Aosta, infatti, nella sua richiesta al giudice Eugenio Gramola non ha presentato l'istanza di arresto. L'avvocato della difesa, Carlo Taormina, aveva chiesto per la propria assistita l'assoluzione.

"E' ingiusto, non me l'aspettavo". Così Annamaria Franzoni ha commentato la condanna a trent'anni di carcere, appresa dalla tv e, quasi contemporaneamente, da una telefonata del marito Stefano Lorenzi. Al momento in cui è giunta la notizia Annamaria Franzoni era nella casa di famiglia a Ripoli Santa Cristina, sull' Appennino, mentre era in casa con il suocero e con alcune amiche. La sua disperazione la Franzoni l'ha espressa al telefono al marito, Stefano Lorenzi, che l'ha chiamata non appena è stato letto il dispositivo della sentenza. "Sono disperata, non ho ucciso Samuele. Sono innocente", ha confidato invece al suo difensore Carlo Taormina. "Ce l'hanno con me", ha aggiunto la donna recriminando nei confronti della procura di Aosta. Sempre al suo legale la Franzoni ha raccomandato: "Venga subito, dobbiamo decidere insieme come muoverci. Ora non possiamo più aspettare, dobbiamo dire chi è l'assassino".
Dopo due anni e mezzo di rinvii, istanze, appelli e ricorsi, il processo nei confronti di Anna Maria Franzoni, unica imputata per l'omicidio del figlio Samuele, è quindi giunto alla conclusione, dopo che il giudice Eugenio Gramola ha concesso il rito abbreviato. L'accusa che aveva chiesto la condanna della donna a 30 anni di carcere e stata accontentata. A nulla è servita un'arringa di 6 ore dell'avvocato Carlo Taormina, difensore della Franzoni, con cui il legale chiedeva l'assoluzione della propria assistita, prima che il gup si ritirasse in camera di consiglio. Il giudice Gramola ha emesso la sentenza di primo grado "allo stato degli atti", cioè senza il dibattimento in aula ma basandosi solo sugli elementi attualmente a sua disposizione.
"Non è il caso di gridare vittoria, siamo di fronte ad una vicenda umana troppo dolorosa. Non si esulta, ma c'è soddisfazione professionale per il risultato raqgiunto", ha detto il procuratore capo di Aosta, Maria Del Savio Bonaudo, che ha commentato la sentenza di condanna a 30 anni nei confronti di Annamaria Franzoni. "Sono state accolte le nostre richieste - ha aggiunto - che, come eravamo convinti e lo siamo tutt'ora, erano fondate. Abbiamo sostenuto l'accusa perché eravamo certi delle prove di colpevolezza".
