Il matrimonio medio? Dura 13 anni
In aumento divorzi e separazioni
Tredici anni: è questa la durata media di un matrimonio prima del divorzio. Ma per una coppia su quattro la rottura arriva molto prima, dopo 6 anni. Quel che c'è di positivo è che gli italiani che si separano e divorziano lo fanno in accordo: il procedimento consensuale, infatti, nel 2002 secondo l'Istat è stato chiesto nell'87% delle separazioni e nel 78% dei divorzi. Ma le rotture sono sempre più frequenti, e sono più che raddoppiate dal 1995 al 2002.
Nel caso di separazione giudiziale, secondo i dati Istat, nell'81,7% dei casi il divorzio viene concesso per intollerabilità della convivenza, nel 14,8% con addebito al marito, nel 3,5% con addebito alla moglie. A scegliere la consensuale sono soprattutto le coppie del Nord (89,7% delle separazioni, 80,7% dei divorzi); secondo posto al meridione (77,8% e 66,9%).
L'Istat precisa però che la scelta del tipo di procedimento è condizionata anche dalla natura della causa e dei costi. La separazione consensuale è infatti meno costosa e si conclude in minor tempo (mediamente 130 giorni), mentre il contenzioso richiede 998 giorni per la sentenza di separazione e 660 per quella di divorzio.
Nel 2002 la durata media del matrimonio al momento della separazione è risultata di 13 anni, anche se in un caso su 4 il matrimonio è durato meno di 6 anni, mentre il 26,3% divorzi ha riguardato matrimoni celebrati da meno di 10 anni.
Il rapporto dell'istituto di statistica conferma che l'affidamento alla madre dei figli resta predominante anche se in leggero calo. Nel 2002 sono stati affidati esclusivamente alla madre l'84,9% dei minorenni per una separazione e l'84% a seguito del divorzio; nel 1999 le percentuali erano entrambe intorno al 90%. La custodia esclusivamente materna è piu' frequente nel mezzogiorno e per i bambini con meno di sei anni. L'affidamento esclusivo ai padri si attesta intorno al 4,1% per le separazioni, al 6,5% per i divorzi. L'affidamento congiunto riguarda il 10,5% e l'8,8%.
Nel 2002, il 69,4% delle separazioni e il 60,1% dei divorzi hanno riguardato coppie coniugate con figli avuti durante l'unione. Nel complesso, i figli che hanno vissuto l'esperienza della separazione sono stati 93.269 (di cui 59.480 minori) e quella del divorzio 39.156 (19.356).
In caso di separazione, la casa dove viveva la famiglia è assegnata nel 58,1% alle mogli, nel 23% ai mariti, nel 17% a nessuno dei due coniugi. Le differenze risentono dell'affidamento dei figli; infatti, la casa familiare è attribuita al genitore affidatario nel 63,5% dei casi se si tratta del padre, al 72,2% se si tratta della madre. Al momento del divorzio, il 48,2% delle coppie lascia la casa familiare per abitazioni autonome.
Le unioni che nel 2002 si sono concluse prevedendo una qualche forma di sostentamento economico sono state il 23,7% delle separazioni e il 12,4% dei divorzi. Nel 76,1% e 64,7% l'assegno ha riguardato i figli; le percentuali arrivano al 91,1% e 88,5% se i figli sono minori. Nel 95,5% dei casi, l'erogatore del mantenimento è l'uomo. L'importo medio mensile dell'assegno è di 443,62 euro per le separazioni e di 379,24 per i divorzi.
