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7/1/2004

Parmalat, la storia di un gruppo

Dall'idea del latte alla Borsa,le tappe

L'azienda Parmalat nasce 43 anni fa. Nel 1961, dopo la scomparsa del padre Melchiorre, il giovane Tanzi appena ventiduenne, capisce in fretta che il latte può essere il prodotto su cui puntare nel futuro e costruisce una piccola fabbrica di pastorizzazione nel centro di Collecchio con l'obiettivo di rifornire la vicina Parma e le zone limitrofe. La politica di sviluppo della piccola impresa emiliana è veloce e impetuosa: pubblicità porta a porta e vendita allargata a Genova, Firenze e Roma dove ci sono le Centrali del Latte pubbliche che hanno il diritto di monopolio per il commercio del latte intero.

Ma la vera rivoluzione targata Parmalat è quella di puntare al latte come alimento. Protesa verso l'obiettivo-qualità, ma anche costretta dal monopolio alla vendita del solo latte parzialmente scremato, la Parmalat cerca di conquistare il mercato con nuove idee. Nel 1965 mette in commercio il latte Vita C e lo Jndemne, quest'ultimo proveniente da allevamenti indenni da Tubercolosi. Per un lungo periodo, fino a quando la concorrenza non sposa quest'idea, l'azienda di Collecchio beneficia di un notevole vantaggio qualitativo. Anche l'imballaggio assume un'importanza fondamentale per migliorare l'immagine del prodotto. La cura del "Packaging" sarà uno dei punti di forza dell'azienda, sempre attenta alla cura dell'immagine.

L'occasione per convertire l'impresa di famiglia, impegnata nel settore dei prosciutti e delle conserve, interamente al latte, la offre la carta, o meglio il Tetra Pak. Un imballaggio innovativo ideato da un'industria svedese (la Tetra Pak) che consente non pochi vantaggi, primo fra tutti quello del vuoto a perdere. Sulla singolare confezione a forma di tetraedro compare la scritta Parmalat. Nasce così in Italia la prima marca di latte in carta. "Fummo i primi - ha ricordato spesso Tanzi - a fare del latte un "prodotto" e a considerarlo un "servizio'".

Nel 1965 l'industria svedese Tetra Pak, rivoluziona anche il contenuto con un'innovazione che trasformerà radicalmente i consumi del latte in tutto il mondo. Gli scandinavi mettono a punto un trattamento inedito e efficace: il latte subisce un'escursione termica fino a 140° per pochi secondi e successivamente viene raffreddato e confezionato asetticamente in contenitori a perdere. Il prodotto ottenuto, il latte Uht (Ultra High Temperature) si può conservare a lungo (oltre sei mesi) non ha bisogno di refrigerazione e mantiene inalterate le proprietà nutritive e organolettiche. L'alimento-latte non ha più barriere al suo sviluppo e alla sua distribuzione. La Parmalat adotta questa innovazione nel 1966 cavalcando brillantemente negli anni successivi il successo del latte Uht che in Italia, dopo il 1980, raggiunge il 55% dei consumi e rappresenta oggi, in molti paesi, il 90% del consumo totale. La linea del latte a lunga conservazione spinge l'azienda verso il pieno successo commerciale. L'Uht diviene il "core business" di Parmalat, la prima azienda produttrice di latte Uht al mondo.

Sono passati solo nove anni dalla sua nascita ma Parmalat è già un'azienda solida che ha registrato incrementi di vendita del 30% annuo fino a raggiungere nel 1970 un fatturato di oltre 6 miliardi di lire.

Nel 1973, la fine del monopolio delle Centrali del latte in Italia, segna un ulteriore passo in avanti dell'azienda di Collecchio che può vendere il latte intero (fresco e Uht) in tutti i negozi di generi alimentari e non più soltanto nelle latterie.

Il 23 marzo 1975, in Val Gardena (Italia) Tanzi e i suoi manager inventano la prima e più importante sponsorizzazione del secolo. Sulle nevi delle Dolomiti Gustavo Thoeni, Ingmar Stenmark e Franz Klammer si giocano in uno slalom parallelo la conquista della Coppa del Mondo di sci. La notorietà del marchio crebbe in maniera impressionante in tutto il mondo. Per quattro anni Parmalat sarà lo sponsor del circo bianco, il Latte dei campioni. Ma il 1975 è un anno importante anche per i motori, perché l'Italia trionfa con la Ferrari grazie a Niki Lauda, pilota austriaco che vince il mondiale di Formula1 alla guida della monoposto di Maranello. Lauda e Clay Ragazzoni, l'altro pilota delle "rosse" siglano un accordo mai stipulato prima di allora: la scritta "Parmalat" domina la tuta dei due corridori, i piloti partecipano a spot televisivi e sono utilizzati per le pubbliche relazioni dell'azienda. E' un'intesa rivoluzionaria che apre l'era delle grandi sponsorizzazioni sportive.

Dal 1965 con la commercializzazione del Latte Vita C la ricerca di prodotti che soddisfino tutte le esigenze dei consumatori non conosce soste. Nel 1968 la Parmalat comincia la produzione del latte Zymil con lo scopo di soddisfare la nutrita fascia di popolazione intollerante al lattosio.

Fino alla metà degli anni Settanta, il latte rappresenta per Parmalat circa l’80% del giro d’affari; ma dagli inizi degli anni ’80 Parmalat intraprende una strategia di diversificazione, sfruttando la grande forza raggiunta nel campo tecnologico, produttivo, distributivo e pubblicitario ampliando così il portafoglio dei prodotti commercializzati ai formaggi, una consistente gamma di dessert, il burro e la besciamella pronta a lunga conservazione, un prodotto completamente nuovo per i mercati di tutto il mondo.

E' sempre alta l'attenzione sull'evoluzione dei consumi e nei primi anni '80 Parmalat lancia sul mercato il marchio Punto in licensing con Weight Watchers con ha l'obiettivo di seguire le esigenze di consumatori, sempre più attenti alla cura del proprio fisico. Ma l'azienda è anche attenta ai nuovi mercati e alla commercializzazione di prodotti che possano soddisfare tutte le tasche. La presenza di piazze emergenti con limitato potere d'acquisto inducono la Parmalat a adottare un imballaggio meno costoso: un sacchetto di plastica che sul prodotto finito incide meno del 2%. Con questa confezione l'azienda sbarca in Venezuela, Brasile, Ungheria e Cina.

Sebastien Frey

Nel 1974 l'azienda di Collecchio sbarca in Brasile dando il via al processo di internazionalizzazione chiamato oggi globalizzazione. Comincia producendo yogurt ma ben presto punta determinata sul latte Uht. I primi anni sono di assestamento e non senza difficoltà. La concorrenza è agguerrita e le insidie di un grande mercato ad altissimo tasso di inflazione sono un ostacolo difficile da superare. Ma ormai la sfida è lanciata e nel 1975 Parmalat capisce che anche la comunicazione deve adeguarsi ai cambiamenti e alle esigenze dell'internazionalizzazione.
In quell'anno l'azienda di Collecchio dà il via alla seconda revisione grafica. Continua l'internazionalizzazione del gruppo che approda in Francia (1975) e Germania (1977).

Nel 1990, Parmalat Finanziaria S.p.A., viene quotata alla Borsa di Milano, rafforzandosi e predisponendosi per ulteriori traguardi in vista della globalizzazione del mercato, dando avvio ad una intensa politica di espansione che le ha permesso di consolidare la propria leadership nei business strategici. Nel solo anno 1993 Parmalat porta a termine ben 17 acquisizioni, di cui quattro in Italia, sei in Brasile, quattro negli Stati Uniti e le restanti in Argentina, Uruguay e Ungheria, permettendo così all’azienda di consolidare il ruolo acquisito in Italia e Brasile e potenziare la presenza negli Stati Uniti (già presente dal 1982) e avviare l’espansione nell’Est Europa. Nel corso del ’94 l’attività di espansione prosegue in Cile, Colombia e Paraguay.

Il sodalizio dell'azienda con lo sport continua con le sponsorizzazioni della "Parmalat Baseball" e della "Santàl Volley Ball". Ma il vero amore deve ancora sbocciare. Ben presto gli uomini Parmalat subiscono il richiamo del calcio. Le potenzialità promozionali sono immense: è lo sport più seguito e praticato al mondo, in ogni angolo del pianeta c'è un pallone che rotola e la tendenza non sembra conoscere soste. Così, nel 1987, l'azienda sponsorizza il Parma Calcio che milita in serie B. E' un successo superiore alle attese: in pochi anni la squadra raggiunge la serie A e apre una stagione di successi in Italia e in Europa.

Il Gruppo non si limita alla sponsorizzazione del club ma ne acquista anche la proprietà. I ducali nel '91 vincono la Coppa Italia e sono la rivelazione del campionato, nel '93 conquistano la Coppa delle Coppe cominciando a riempire una bacheca che negli anni successivi si arricchirà di un'altra Coppa Italia, una Supercoppa Europea, una Supercoppa Italiana e due Coppe Uefa. Il Parma calcio percorre la stessa strada della Parmalat: una splendida realtà di provincia che si afferma in Italia e all'estero.

In Brasile, dove il calcio è popolare come in Italia, la Parmalat sposa i colori del Palmeiras e ne assume parte della gestione. Dopo diciassette anni la squadra dello Stato di San Paolo torna a vincere il campionato Paulista e, dopo venti, conquista il titolo Brasilia

All'alba del nuovo millennio la Parmalat è presente in 30 paesi. Nel 2002 il Gruppo ha operato in tutti i continenti avvalendosi di 36.356 dipendenti. Il fatturato dell'anno 2002 ha raggiunto 7.590 milioni di Euro. Parmalat è ormai una realtà mondiale. Una crescita incessante che in quarant'anni ha portato il Gruppo a diversificare l'offerta dei prodotti intraprendendo nuove vie senza, però, trascurare il latte.

Parmalat, come emerge da un recente studio internazionale svolto da AC Nielsen, risulta tra le 23 marche globali del settore food, occupando la seconda posizione come numero di categorie di prodotti sviluppate a livello internazionale.

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