Papa pacificatore nel deserto
Guerra del Golfo,il mondo contro Saddam
Nel 1991 il Santo Padre prese una ferma posizione durante l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq. Nonostante il mondo si fosse mobilitato contro il regime di Sadda Hussein, il Papa cercò con tutti i mezzi di fermare un conflitto, definito "giusto" da quasi tutto il mondo occidentale. Pur essendo un conflitto relativamente breve (la gerra scoppiò il 17 gennaio e si concluse il 28 febbraio) la tensione politica raggiunse toni che non si erano toccati dalla crisi di Cuba degli anni '60.
Il Pontefice scrisse una lettera personale a George Bush e al capo di stato iracheno Saddam Hussein. In entrambe c'era un "appello e una richiesta di un gesto generoso di pace". In Vaticano era stato più volte accolto l'allora ministro degli Esteri di Baghdad, Tarek Aziz.
Ma il Vaticano non si mosse solo durante il conflitto. Anche dopo la guerra il Santo Padre arrivò a convocare un vertice straordinario coi presidenti degli episcopati dei Paesi del Golfo. Un'iniziativa senza precedenti presa da Giovanni Paolo il cui scopo era di analizzare le conseguenze della guerra sulle popolazioni del Medio Oriente e sui rapporti interreligiosi.
