"La libertà di stampa non può essere chiusa in una prigione. La critica, anche la più dura, a patto che non scada nell'insulto o nella menzogna, è il sale del confronto democratico, al quale nessuno può pensare di sottrarsi'', dice Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, a proposito della condanna a otto mesi di reclusione per il direttore di Panorama e un anno per il giornalista Andrea Marcenaro.
"Panorama - sottolinea Marina Berlusconi in una nota - ha ancora una volta soltanto fatto, e bene, il proprio mestiere. Anche di fronte ad una sentenza che lascia senza parole, continuerà come sempre ad esercitare la sua funzione di attento, acuto, e profondamente libero protagonista della vita del Paese. Al direttore Giorgio Mulé, agli altri colleghi condannati e all'intera redazione, tutta la solidarietà e la stima che si sono conquistati con il loro lavoro"
La vicenda - Il direttore di Panorama, Giorgio Mulé, è stato condannato, in primo grado, a 8 mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena, in un processo con al centro una presunta diffamazione ai danni del procuratore di Palermo, Francesco Messineo, in relazione ad un articolo del 2010 pubblicato sul settimanale. Condanna a un anno di carcere anche per il giornalista Andrea Marcenaro.
La notizia è stata riportata giovedì da "Il Giornale", dove compare anche un editoriale del direttore Alessandro Sallusti sulla vicenda. Sallusti, lo scorso autunno, era stato condannato in via definitiva per diffamazione di un altro magistrato, Giuseppe Cocilovo, a 14 mesi di reclusione dalla Cassazione ed è finito anche agli arresti domiciliari. A Sallusti, poi, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva concesso la grazia.
Nel processo milanese, Mulé era imputato per omesso controllo in relazione alla presunta diffamazione contestata a Marcenaro, autore dell'articolo su Messineo dal titolo ''Ridateci Caselli''. Il giudice monocratico, Caterina Interlandi, ha anche disposto un risarcimento di 20mila euro a favore del procuratore di Palermo.
