GUERRA DI TRADUZIONI

Yara, la fidanzata di Fikri sarà ascoltata dai pm

Disposta una nuova traduzione sulle tre famose telefonate al centro di una "guerra" fra traduttori

09 Mar 2013 - 08:44
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 © Tgcom24

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Dopo essere stata archiviata l'accusa di omicidio, gli investigatori che indagano sulla morte di Yara vogliono di nuovo ascoltare l'operaio marocchino Fikri. Con lui saranno sentiti la fidanzata Fatiha Sabri, l’ex datore di lavoro Roberto Benozzo e il custode del cantiere. Fikri, finora l'unico indagato per il delitto della 13enne bergamsca, è stato iscritto di recente nel registro degli indagati con l'accusa di favoreggiamento personale.

Il giallo delle telefonate - Puntualmente, tornano alla ribalta le tre telefonate fatte dall'extracomunitario e le relative traduzioni. Il pm, secondo Il Giorno, ha chiesto la perizia per le tre conversazioni. In una c'è la frase che secondo alcuni è stata tradotta con "Allah, perdonami, non l’ho uccisa io", mentre secondo altri significherebbe solo "Allah, perché non passa?". Quest'ultima versione scagionerebbe l'operaio.

Il 3 dicembre 2010 Fikri parlò alla fidanzata Fatiha e le racontò il motivo della convocazione da parte dei carabinieri. "Ma il posto dove l’hanno uccisa, è vicino dove lavoravi o è un po’ lontano?", chiese la compagna. "E’ vicino al cancello del cantiere"», rispose Fikri. Per l'accusa Yara in quel momento era ancora una persona scomparsa. Perché parlano di un delitto?, si chiedono gli investigatori.