FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonnelogo mastergameCreated using FigmaGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
DirettaCanale 51

> Tgcom24 > Cronaca > Umbria > In difesa di Amanda Knox La lettera di Italia-Usa al presidente Napolitano
26.5.2011
[...segue]

Pagina precedente

start: 1
end: 2
1
start: 1
end: 2
2
start: 1
end: 2

Pagina successiva

foto Ansa

Interrogazione parlamentare al ministro Angelino Alfano

Per sapere - premesso che:

la vicenda della detenuta americana Amanda Knox, per la quale è in corso il processo di appello a Perugia, come è noto ha suscitato grandi discussioni e polemiche, soprattutto negli Stati Uniti dove sono stati coinvolti persino membri del Congresso e diverse autorevoli personalità istituzionali; pur nel pieno rispetto dello svolgimento processuale e del ruolo della magistratura giudicante, non possiamo non notare che il processo di appello ha obiettivamente aperto più ampi e clamorosi dubbi su quelle che erano state considerate cosiddette prove nella fase di primo grado, in cui non si era ammessa la possibilità di ulteriori perizie e di audizione di testimoni, limitando cioè il dibattimento, di fatto, alle sole e discutibili ragioni dell'accusa; del resto lo stesso presidente della Corte d'Appello ha aperto il processo di secondo grado con una precisazione più che eloquente: “Il rispetto dell'articolo 533 del Codice di procedura penale (pronuncia di condanna soltanto se l'imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio) non consente di condividere totalmente la decisione della Corte d'Assise di primo grado”; l'utilizzo distorto della carcerazione preventiva caratterizza purtroppo da tempo il nostro Paese.

Proprio negli Stati Uniti tale misura appare di difficile comprensione, in quanto, secondo le norme che variano da Stato a Stato, negli USA si può essere detenuti dalle 48 alle 72 ore, dopodiché o si viene dichiarati imputati o si viene rilasciati; processi come questo di Perugia si sarebbero potuti celebrare con gli imputati in condizione di libertà, eventualmente con misure restrittive circa l'espatrio per quanto riguarda una cittadina straniera, eppure la magistratura ha addotto come surreale ragione per una detenzione in carcere la possibile reiterazione del reato; sin dall'inizio questo caso ha fatto rilevare delle forzature estremamente inquietanti per uno Stato di diritto.

Durante le fasi di indagine un dirigente della Polizia di Stato, in un'intervista televisiva presente anche su internet, ha mostrato alle telecamere il corridoio degli uffici della Polizia a Roma dove sono esposti ritratti fotografici incorniciati di personaggi come i capi della criminalità organizzata, serial killer ed altri malviventi condannati con sentenze molto pesanti passate in giudicato.Il dirigente in questione ha mostrato anche tra i successi del Servizio Centrale Operativo, subito dopo le immagini del capo della mafia Bernardo Provenzano, un ritratto fotografico incorniciato di Amanda Knox.

Tale ritratto è stato affisso presso gli uffici della Polizia di Stato prima ancora dell'inizio del processo di primo grado, ed accompagnato da gravissime dichiarazioni alla stampa del suddetto dirigente (che non risulta essere mai stato sanzionato) dove egli sostiene che un'investigazione unicamente “psicologica”, e senza nessun altro ausilio tecnico-scientifico, “ci ha consentito di arrivare in brevissimo tempo all'individuazione dei colpevoli”;

non è necessario richiamare qui che in base ai principi giuridici del nostro Paese un imputato può essere eventualmente definito colpevole al termine di tre gradi di giudizio da parte della magistratura, e non al termine degli interrogatori di polizia; appare invero piuttosto curioso ed inquietante per uno Stato liberale e democratico che, malgrado quanto espressamente prescritto dal codice di procedura penale circa la necessità di prove assolutamente certe ed inequivocabili, sia possibile giudicare un cittadino colpevole solo su base “psicologica” e dopo un interrogatorio di polizia, e tanto più alla luce delle risultanze del processo di appello, dove le cosiddette prove e testimonianze dell'accusa si stanno rivelando nel migliore dei casi contraddittorie o inattendibili; t

utte queste distorsioni avvenute nelle varie fasi sia delle indagini, con dichiarazioni fuori luogo da parte della polizia giudiziaria, sia del processo con il mancato riconoscimento del diritto alla difesa degli imputati, sono state ampiamente riportate e diffuse negli Stati Uniti, anche in talk show con decine di milioni di telespettatori, alimentando non senza ragione le accuse verso l'amministrazione della giustizia del nostro Paese; questo caso ripropone con drammatica urgenza la necessità di una indifferibile e profonda riforma della giustizia, che ad avviso degli interroganti dovrebbe auspicabilmente contenere un chiaro e netto riequilibrio tra poteri e ruoli dell'accusa e della difesa, sia nelle fasi di indagine che di dibattimento (come accade in tutti i Paesi democratici), il riconoscimento della responsabilità civile dei magistrati per gli errori compiuti (come richiestoci da una sentenza della Corte di Giustizia Europea sin dal 2006), una rigorosa disciplina della custodia cautelare limitata scrupolosamente ai casi di elevata pericolosità sociale e non intesa, come troppo spesso tristemente oggi accade, come anticipazione di una pena verso cittadini neppure imputati; se il Ministro interrogato, nell'ambito delle proprie prerogative e facoltà, intenda assumere iniziative ispettive alla luce di quanto riportato in premessa.

Pagina precedente

start: 1
end: 2
1
start: 1
end: 2
2
start: 1
end: 2

Pagina successiva

OkNotizie
 
Le notizie del giorno
 
 
Servizi Tgcom Traffico Oroscopo Mobile
Servizi Tgcom Traffico Oroscopo Mobile