
foto Ansa
Le indagini delle forze dell'ordine sono scattate, lo scorso dicembre, in seguito all'omicidio del giovane Giovanni Isolani, freddato con un colpo di pistola nel suo negozio di ortofrutta nel quartiere sanremese di San Martino. In carcere, per la sua morte, si trova Nicola Trazza, che avrebbe confessato di avere sparato per errore all'amico, mentre litigavano su chi dovesse tenere la pistola utilizzata proprio per minacciare i giocatori della Sanremese cosi' da costringerli a lasciare il club prima della scadenza naturale del contratto.
Il presidente della Sanremese calcio, Marco Del Gratta, di 45 anni, di Sanremo, e il padre Riccardo, di 70 anni avevano pagato alcune persone legate alla piccola criminalità per minacciare tre giocatori della squadra convincendoli cosi' a lasciare la societa' rinunciando alla buonuscita.
Padre e figlio sono finiti in manette con l'accusa di estorsione ai danni di alcuni giocatori della loro società, tra cui l'argentino ex Napoli Roberto Carlos Sosa. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip di Sanremo. ''Si tratta di fatti molto gravi - ha detto il procuratore - di fatto i due dirigenti della società calcistica, per rescindere alcuni contratti e non dover continuare a pagare gli stipendi ai giocatori, avevano fatto arrivare dalla Calabria due killer". Le indagini erano partite a dicembre, a seguito dell'omicidio di Giovanni Isolani, avvenuto a Sanremo. In carcere era finito Nicola Trazza, di 25 anni, di Cosenza.
Secondo l'accusa, sarebbe stato proprio Trazza a minacciare, in un caso anche con un pistola, alcuni giocatori della Sanremese. Dalle intercettazioni è emerso che i mandanti erano Riccardo e Marco Del Gratta. ''I Del Gratta - continua il procuratore - non hanno fatto bene i loro conti. Infatti, sono stati minacciati a loro volta dal fratello del giovane accusato di omicidio, che ha chiesto loro dieci mila euro per pagare l'avvocato e il loro silenzio". In manette, per estorsione in concorso nei confronti dei dirigenti della Sanremese, sono finiti: Rocco Trazza, di 26 anni, di Cosenza; Davide Ventre, di 36 anni e Sergio Briatore, di 41 anni, entrambi di Sanremo.
Il presidente della Sanremese calcio, Marco Del Gratta, di 45 anni, di Sanremo, e il padre Riccardo, di 70 anni avevano pagato alcune persone legate alla piccola criminalità per minacciare tre giocatori della squadra convincendoli cosi' a lasciare la societa' rinunciando alla buonuscita.
Padre e figlio sono finiti in manette con l'accusa di estorsione ai danni di alcuni giocatori della loro società, tra cui l'argentino ex Napoli Roberto Carlos Sosa. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip di Sanremo. ''Si tratta di fatti molto gravi - ha detto il procuratore - di fatto i due dirigenti della società calcistica, per rescindere alcuni contratti e non dover continuare a pagare gli stipendi ai giocatori, avevano fatto arrivare dalla Calabria due killer". Le indagini erano partite a dicembre, a seguito dell'omicidio di Giovanni Isolani, avvenuto a Sanremo. In carcere era finito Nicola Trazza, di 25 anni, di Cosenza.
Secondo l'accusa, sarebbe stato proprio Trazza a minacciare, in un caso anche con un pistola, alcuni giocatori della Sanremese. Dalle intercettazioni è emerso che i mandanti erano Riccardo e Marco Del Gratta. ''I Del Gratta - continua il procuratore - non hanno fatto bene i loro conti. Infatti, sono stati minacciati a loro volta dal fratello del giovane accusato di omicidio, che ha chiesto loro dieci mila euro per pagare l'avvocato e il loro silenzio". In manette, per estorsione in concorso nei confronti dei dirigenti della Sanremese, sono finiti: Rocco Trazza, di 26 anni, di Cosenza; Davide Ventre, di 36 anni e Sergio Briatore, di 41 anni, entrambi di Sanremo.







