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Manpower

The Rise of NextGen Work

Il lavoro flessibile piace sempre di più ai Millennials (e non solo)


La prospettiva di un impiego fisso che si svolga con il canonico turno lunedì-venerdì e un orario compreso tra le ore 9 e le 17 è tramontata e prendono sempre più piede i nuovi lavori alternativi e non tradizionali.



    Sono sempre più numerosi i lavoratori che cercano modi di lavoro flessibili e non tradizionali. È quanto emerge dal rapporto “The Rise of NextGen Work”, una ricerca globale di ManpowerGroup sulla propensione e disponibilità nei confronti dei lavori di nuova generazione, realizzato intervistando 9.550 adulti (tra i 18 e i 65 anni), in Italia e in altri 11 Paesi (Australia, Francia, Germania, India, Giappone, Messico, Olanda, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti), appartenenti a diverse categorie sociali (lavoratori full time, lavoratori part time, freelance, lavoratori con contratto a tempo determinato, studenti, pensionati e disoccupati in cerca di lavoro).
     
    “Le aziende devono imparare a diventare costruttrici di talento non solo consumatrici di lavoro – ha commentato Jonas Pricing, Chairman & CEO ManpowerGroup. – Gli individui devono coltivare la loro Learnability e sviluppare oggi competenze in-demand per rimanere protagonisti del domani. Nel lavoro di nuova generazione le competenze più che il lavoro, saranno fondamentali per la sicurezza occupazionale futura”.
     
    Le novità - A cambiare è soprattutto l’organizzazione dell’impiego: si lavora più a lungo e si desidera un migliore equilibrio tra vita professionale e casa, sicurezza, full time e tempo permanente sembrano aver perso appeal in favore di una crescente flessibilità e di una maggiore indipendenza. La prospettiva di un impiego fisso che si svolga con il canonico turno lunedì-venerdì e un orario compreso tra le ore 9 e le 17 è tramontata e prendono sempre più piede i nuovi lavori alternativi e non tradizionali.
     
    Sono quattro gli elementi di discontinuità che emergono dal sondaggio:
    - il 90% degli intervistati sarebbe felice di avere un lavoro di nuova generazione;
    - l’87% delle persone è favorevole al lavoro di nuova generazione;
    - l’80% sostiene che l’employability (l’imparare ad usare nuove competenze per essere spendibili sul mercato) sarà fondamentale nel lavoro di nuova generazione;
    - l’81% sceglierà un lavoro di nuova generazione anche se, il 19%, pensa che non ci sarà altra alternativa.

     
    Perché è cambiato il modo di lavorare? Un contributo decisivo nella modifica del paradigma lavorativo è arrivato da piattaforme come Uber o Deliveroo che hanno accelerato a livello globale l’accesso a servizi già diffusi. A questo si aggiunge una mera questione anagrafica: i Paesi, che in proporzione hanno una concentrazione maggiore di giovani lavoratori, in particolare Millennials (18-24 anni), si sono mostrati più propensi verso lavori di nuova generazione. Tra i lavoratori dei Paesi che si sono mostrati più inclini in assoluto nei confronti ai nuovi lavori vi sono quelli dei mercati emergenti come India e Messico (95-99 %). L’Italia, si piazza insieme a Stati Uniti, Spagna, Australia e Regno Unito (90-94 %), mentre, meno disponibili alle nuove possibilità e modalità lavorative, ma comunque in percentuali elevati, si sono dichiarati gli intervistati di Svezia (85-89%), Francia (80-84 %), Germania e Olanda (75-79%) e Giappone (70-74 %).

     
    Una questione di età - Ma vediamo nel dettaglio quali sono le fasce di lavoratori più inclini ad adottare il nuovo modello globale. Fra i Millennials meno giovani (25-34 anni) è più alta la possibilità di svolgere un lavoro meno stressante e che consenta di gestire al meglio il proprio tempo. In questo ben il 95% dei giovani Millennials (18-24) vede i lavori di nuova generazione come un modo per avanzare di carriera. Infatti all’avvicinarsi dei 30 anni, oltre il 60% di questi giovani avrà avuto lo stesso numero di impieghi della maggior parte dei genitori.
    - Il 93% dei Millennials meno giovani (25-34) valuta fondamentale, alla pari della retribuzione, la possibilità di svolgere un lavoro soddisfacente oltre che avere un maggiore equilibrio nella propria vita.
    - Il 90% dei più giovani della Generazione X (35-39) preferisce avere, più di ogni altra cosa, un maggiore controllo sul proprio equilibrio lavoro-vita privata.
    - L’83% dei lavoratori meno giovani della Generazione X (40-49) mette al primo posto il poter svolgere un lavoro soddisfacente e il sentirsi apprezzato dal proprio datore di lavoro.
    - L’80% dei Boomers (50-65), con una provata esperienza e meno obblighi legati alla vita familiare, ha dichiarato di scegliere un lavoro di nuova generazione per iniziare una seconda carriera oltre che incrementare l’entrata pensionistica.

     
    Le differenze di genere - Tra uomini e donne cambia l’approccio alla carriera. Entrambi i generi optano in egual misura per un lavoro di nuova generazione per dedicare più tempo alla famiglia (29%), ma le donne, più degli uomini, sceglierebbero un lavoro di nuova generazione perché alla ricerca di maggiore flessibilità nella gestione dell’orario di lavoro (35% contro il 33%) e perché meno stressante (22% contro il 21%).


    La situazione in Italia
    - Nel caso degli intervistati italiani il sondaggio evidenzia una differenziazione tra le motivazioni che spingono un lavoratore a scegliere un lavoro di nuova generazione. In cima alla lista delle preferenze, anche per gli intervistati italiani, è presente la possibilità di guadagnare di più (30%). In seconda posizione però, si trovano le risposte “È l’unico lavoro che ho trovato” e “Per provare un lavoro temporaneo” (28%). In terza posizione, gli italiani che sceglierebbero un lavoro di nuova generazione, nutrono l’aspettativa di “essere assunti in modo definitivo” (27%). Meno attrattive le prospettiva di “trascorrere più tempo con la famiglia” (17% contro il 28% del dato globale) e il “minor stress” (13% contro il 21% globale).

    I contenuti di questa pagina sono stati prodotti integralmente da Manpower